I Presìdi Slow Food della provincia di Imperia: un viaggio tra borghi, biodiversità e sapori

La provincia di Imperia è una delle aree italiane con la più alta concentrazione di biodiversità agricola. In pochi chilometri si passa dalle coltivazioni di ulivi affacciate sul Mediterraneo ai pascoli delle Alpi Liguri, attraversando vallate dove piccoli produttori continuano a coltivare varietà antiche e ad allevare razze autoctone che rischiavano di scomparire. È proprio questo patrimonio che i Presìdi Slow Food contribuiscono a salvaguardare. Non si tratta soltanto di prodotti di qualità, ma di storie, paesaggi e tradizioni che continuano a vivere grazie al lavoro di agricoltori, allevatori e artigiani. Per chi visita la Riviera dei Fiori, andare alla scoperta dei Presìdi Slow Food significa conoscere il territorio più autentico, quello lontano dalle rotte più turistiche e profondamente legato alle proprie radici.

L'Acqua di Fior d'Arancio di Vallebona

Fino alla metà del Novecento il borgo era uno dei principali centri di produzione di acqua di fior d'arancio e di oli essenziali destinati alla profumeria, grazie anche alla vicinanza con Grasse, capitale mondiale del profumo. Nel 1856 la famiglia Guglielmi fondò una distilleria che per oltre un secolo rappresentò un punto di riferimento per questa produzione artigianale. Dopo un lungo periodo di abbandono, la tradizione è stata recuperata, riportando in vita sia la distillazione sia la coltivazione degli aranci amari sui terrazzamenti del borgo. Oggi l'acqua di fior d'arancio viene utilizzata per aromatizzare dolci, gelati, creme e biscotti della tradizione ligure. Visitare la distilleria durante la fioritura, tra fine aprile e maggio, significa vivere uno degli spettacoli più profumati della Riviera dei Fiori.

Il Carciofo Violetto di Perinaldo

Tra i 400 e i 600 metri di quota, sulle colline di Perinaldo, cresce un carciofo che non si trova praticamente in nessun altro luogo d'Italia. Secondo la tradizione sarebbe stato introdotto dalla vicina Provenza all'epoca delle campagne napoleoniche. Da allora si è adattato perfettamente al microclima di Perinaldo, diventando una varietà unica: priva di spine, tenera e senza la tipica "barba" interna, tanto da poter essere gustata anche cruda. Cresce spesso lungo i muretti a secco, resiste bene alla siccità e richiede pochissimi trattamenti. Ogni primavera il borgo gli dedica una rassegna gastronomica che unisce il carciofo all'olio extravergine di oliva Taggiasca. È il momento ideale per visitare Perinaldo, il "Poggio delle Stelle", e assaporare questo prodotto direttamente dai coltivatori.

La Pecora Brigasca

Salendo verso le montagne del comprensorio del Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri si incontra uno dei simboli della pastorizia alpina: la Pecora Brigasca. Per secoli questa razza ha accompagnato i pastori lungo gli antichi percorsi della transumanza tra Liguria, Piemonte e Francia. Ancora oggi viene allevata allo stato semibrado, seguendo i ritmi della montagna e contribuendo al mantenimento dei pascoli e del paesaggio alpino. Dal suo latte nascono formaggi dal gusto intenso e aromatico, tra cui il tradizionale Sora, espressione autentica delle Alpi Liguri. Degustarli direttamente negli agriturismi dell'entroterra significa scoprire una cultura pastorale che resiste ancora oggi.

I Fagioli Bianchi di Badalucco, Conio e Pigna

Nel XVII secolo alcuni fagioli provenienti dalla Spagna raggiunsero la Liguria passando dalla Provenza. Sui terrazzamenti delle valli Argentina, Nervia e Oneglia trovarono condizioni ideali e, nel corso dei secoli, diedero origine a tre varietà differenti, oggi tutelate da un unico Presidio Slow Food. Il fagiolo di Badalucco, chiamato localmente rundin, è morbido e particolarmente cremoso. Quello di Conio è più grande e dalla tipica forma reniforme, mentre il fagiolo di Pigna è più piccolo e delicato. Le differenze dipendono dai terreni, dall'acqua sorgiva ricca di minerali e dai diversi microclimi delle vallate. Nella cucina tradizionale ogni paese ha sviluppato la propria ricetta: a Pigna i fagioli accompagnano la capra, a Conio diventano protagonisti dello Zemin, un'antica zuppa contadina, mentre a Badalucco si trasformano nei celebri friscioi, gustose frittelle.

L'Ape Nera del Ponente Ligure

Tra tutti i Presìdi Slow Food della provincia di Imperia, quello dedicato all'Ape Nera del Ponente Ligure è probabilmente il più importante dal punto di vista ambientale. Questa sottospecie autoctona si è adattata perfettamente al clima della Riviera dei Fiori ed è fondamentale per l'impollinazione delle migliaia di specie vegetali che caratterizzano il territorio. Proteggere l'Ape Nera significa tutelare non soltanto la produzione di miele, ma l'intero equilibrio dell'ecosistema mediterraneo e alpino che rende unico il Ponente Ligure. 

I sapori raccontano il territorio

Ogni Presidio Slow Food della provincia di Imperia è molto più di un semplice prodotto tipico. L'Acqua di Fior d'Arancio racconta la storia della profumeria ligure, il Carciofo di Perinaldo parla del legame con la Provenza, i Fagioli Bianchi custodiscono la memoria della cucina contadina, la Pecora Brigasca ricorda gli antichi sentieri della transumanza e l'Ape Nera continua ogni giorno a proteggere la straordinaria biodiversità della Riviera dei Fiori. Per chi desidera conoscere davvero il Ponente Ligure, questi Presìdi rappresentano il modo più autentico per entrare in contatto con il territorio: attraverso le persone che lo vivono, i paesaggi che lo modellano e i sapori che lo rendono unico.

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