Ci sono luoghi dove il teatro si svolge all'interno di un edificio e poi c'è Apricale, uno dei borghi medievali più affascinanti del ponente ligure, dove da oltre trent'anni il teatro esce dalle sale e conquista vicoli, piazze, archi e scalinate. Ogni estate il paese si trasforma in un grande palcoscenico a cielo aperto. Gli spettatori non rimangono seduti davanti a una scena, ma diventano parte dello spettacolo, seguendo gli attori lungo un percorso che attraversa il borgo. Le antiche case in pietra, le terrazze panoramiche e gli stretti carrugi diventano scenografie naturali, mentre la notte, le luci soffuse e il silenzio del paese creano un'atmosfera difficile da trovare altrove.
La storia del teatro ad Apricale inizia nel 1990, quando nasce la rassegna "...E le stelle stanno a guardare", frutto della collaborazione tra il Comune di Apricale e il Teatro della Tosse di Genova. L'idea, allora rivoluzionaria, era semplice quanto geniale: utilizzare l'intero centro storico come scenografia naturale, eliminando ogni barriera tra attori e pubblico. Da allora, ogni anno nel mese di agosto, il borgo ospita una nuova produzione originale, pensata e adattata appositamente agli spazi medievali di Apricale. Nel corso degli anni la rassegna è diventata uno degli appuntamenti culturali più importanti dell'estate ligure, attirando migliaia di spettatori e contribuendo in modo decisivo alla notorietà del paese.
La particolarità degli spettacoli di Apricale è il loro carattere itinerante: la rappresentazione non si svolge in un solo luogo, ma in diverse "stazioni" distribuite lungo il borgo. Il pubblico segue gli interpreti attraversando vicoli, piazzette, scalinate e passaggi coperti. Ogni spazio diventa una scena diversa: una terrazza può trasformarsi in un palazzo reale, una piazza in un mercato antico, un arco medievale nell'ingresso di un castello. Una modalità che rende ogni replica unica, in cui le caratteristiche architettoniche del borgo non fanno semplicemente da sfondo, ma diventano parte integrante della narrazione. Il risultato è un'esperienza immersiva che coinvolge tutti i sensi e permette di vivere Apricale da una prospettiva completamente diversa.
Passeggiando durante lo spettacolo ci si accorge che il vero protagonista è anche il paese stesso: le facciate in pietra illuminate, il Castello della Lucertola, le piccole piazze e i carugi sembrano costruiti appositamente per ospitare il teatro. Molti visitatori raccontano di aver scoperto angoli del borgo che durante il giorno erano passati quasi inosservati. La luce serale, le musiche dal vivo e il continuo spostarsi tra una scena e l'altra trasformano la visita in un viaggio dentro la storia e l'immaginazione. È uno degli esempi più riusciti di come la cultura possa valorizzare un territorio senza alterarne l'identità.
Dal 5 al 15 agosto 2026, il Teatro della Tosse torna ad Apricale con "Al Gran Ballo di Venere", il nuovo spettacolo itinerante e immersivo ideato e diretto da Emanuele Conte, ispirato alle Metamorfosi di Ovidio. Al calare della sera, il borgo medievale si trasforma in un grande palcoscenico a cielo aperto, dove il pubblico non assiste semplicemente allo spettacolo, ma viene accompagnato lungo un percorso tra vicoli, piazze e antichi scorci, seguendo Venere, dea dell'amore e del desiderio, in un viaggio attraverso alcune delle più celebri storie della mitologia classica. Lungo il cammino prendono vita personaggi come Narciso, Eco, Pigmalione, Alcione e Driope, in una rappresentazione che unisce recitazione, musica, danza e suggestive installazioni scenografiche. Ogni angolo di Apricale diventa parte della narrazione, trasformando il borgo in un luogo sospeso tra realtà e mito. Come da tradizione, l'esperienza coinvolge direttamente gli spettatori, invitati a camminare insieme agli attori e a lasciarsi sorprendere dalla magia di un teatro che vive tra le antiche pietre del paese. Un appuntamento unico che, da oltre trent'anni, rende Apricale uno dei protagonisti dell'estate culturale del Ponente Ligure.
La rassegna teatrale ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo turistico di Apricale, negli anni ha contribuito a far conoscere il borgo ben oltre i confini della Liguria, dimostrando come un piccolo paese dell'entroterra possa diventare un punto di riferimento culturale nazionale. Molti visitatori organizzano il proprio soggiorno proprio in occasione degli spettacoli, approfittandone per scoprire il centro storico, visitare il Castello della Lucertola, cenare nelle trattorie del borgo e proseguire poi verso altri paesi della Val Nervia come Dolceacqua, Perinaldo o Isolabona. Il teatro diventa così il punto di partenza per vivere un intero territorio.
Gli spettacoli si svolgono lungo percorsi che attraversano il centro storico, per questo è consigliabile indossare scarpe comode e arrivare con un po' di anticipo. Prima dell'inizio vale la pena concedersi una passeggiata tra i carugi, fermarsi in uno dei ristoranti del borgo o ammirare il tramonto dalla piazza principale. Dopo lo spettacolo, Apricale assume un'atmosfera ancora più suggestiva: le vie illuminate, il silenzio della notte e le antiche case in pietra lasciano ai visitatori la sensazione di aver vissuto qualcosa di irripetibile.
In oltre trent'anni di attività, il teatro di Apricale è diventato molto più di una semplice rassegna estiva, è un modello di valorizzazione culturale capace di fondere spettacolo, architettura e paesaggio in un'unica esperienza. Chi visita Apricale nel mese di agosto non assiste soltanto a una rappresentazione teatrale: entra a far parte di un racconto che prende vita tra i vicoli medievali, dove ogni pietra, ogni piazza e ogni scorcio diventano parte della scena. È uno di quegli eventi che raccontano perfettamente l'anima del Ponente Ligure: autentica, creativa e profondamente legata al proprio territorio.
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